10 gennaio

Gregorio di Nissa (335-395 ca)
padre della chiesa e pastore

Gregorio, nato in Cappadocia attorno al 335, dopo gli studi di retorica e alcuni anni di vita matrimoniale, alla morte della moglie entrò nel monastero sul fiume Iris, fondato dal fratello Basilio. Poco stimato dagli altri due celebri Cappadoci a motivo del suo amore per la retorica e delle sue scarse capacità diplomatiche, egli fu tuttavia eletto per volere di Basilio vescovo di Nissa nel 372, per fronteggiare la crescente ostilità degli ariani. Confermando in un primo tempo i dubbi del fratello a suo riguardo, Gregorio fu deposto e subì l'esilio, perché accusato di aver male amministrato i beni della chiesa affidata alle sue cure pastorali.
Alla morte di Basilio, tuttavia, toccò a lui elaborare teologicamente la fede della grande chiesa. Gregorio divenne così uno dei massimi teologi dell'antichità, sicuramente il più speculativo tra i padri greci del IV secolo, e mostrò grande coraggio e abilità nell'allargare il fronte dei sostenitori del Credo di Nicea e nel contribuire al ristabilimento della pace nella chiesa. La sua sistematizzazione teologica costituisce la base su cui si svilupperanno sia la dottrina ascetica sia la riflessione mistica dell'oriente cristiano.
Gregorio morì probabilmente nel 395, ormai ritenuto assieme a Basilio e al Nazianzeno una colonna dell'ortodossia.


TRACCE DI LETTURA

La conoscenza di ciò che per natura è bello ne implica il desiderio, e se questa bellezza, come accade per quella di Dio, non ha limiti, essa genera in chi vuole esserne partecipe un desiderio senza fine e che non conosce sosta alcuna. L'anima, alleggerita dal peso delle passioni, sale con volo leggero e rapido verso le cime più alte, ad altezze sempre maggiori, purché nulla intervenga ad arrestare la sua corsa, in forza dell'attrazione che il bene esercita su coloro che lo seguono. Sospinta dal desiderio del cielo, essa si protende fuori da se stessa, come ricorda l'Apostolo (cf. Fil 3,13), sollevandosi verso regioni sempre più eccelse. Riconosciamo perciò che come il grande Mosè, chi cresce sempre di più nell'esperienza spirituale, sale di gradino in gradino senza sostare, poiché trova sempre un altro gradino dopo quello che ha lasciato dietro di sé.
(
Gregorio di Nissa, La vita di Mosè 2,224-227.231)


PREGHIERA

Signore Dio,
tu hai donato alla tua chiesa
Gregorio di Nissa
che ha saputo discernere mirabilmente la verità
e manifestarla ai fratelli:
rinnova questa grazia nella chiesa di oggi,
perché essa ti renda testimonianza
con vigore e sapienza.
Per Cristo nostro unico Signore.


LETTURE BIBLICHE:
Ez 34,11-16; Gv 10,9-16; Eb 3,1-6


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
William Laud (+ 1645), arcivescovo di Canterbury

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Gregorio di Nissa, vescovo (calendario monastico)

COPTI ED ETIOPICI (1 ṭūbah/ṭerr):
Stefano, capo dei diaconi e primo martire

LUTERANI:
Carpo e Papilo (+ 251), martiri in Asia Minore

MARONITI:
Gregorio di Nissa, vescovo
Francesco di Sales (+ 1622), vescovo

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Gregorio, vescovo di Nissa
Marciano (+ ca 471), presbitero ed economo della grande Chiesa
Domiziano (+ ca 602), vescovo di Melitene
Antipa di Calapodesti (+ 1882), ieromonaco (Chiesa romena)

1 febbraio

LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Brigida (+ca. 525), badessa di Kildare

COPTI ED ETIOPICI (23 ṭūbah/ṭerr):
Timoteo, apostolo (Chiesa copta) (vedi al 26 gennaio)

LUTERANI:
Klaus Harms (+ 1855), riformatore della chiesa in Bassa Sassonia

MARONITI:
Eutichiano (III sec.), papa

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Vigilia del Santo Incontro del Signore Gesù Cristo
Trifone di Lampsaco (+ 250), martire

SIRO-OCCIDENTALI:
Giovanni bar' Abdūn (+ 1033), patriarca di Antiochia

SIRO-ORIENTALI:
Ignazio di Antiochia (+ 110 ca), vescovo e martire (Chiesa malabarese) (vedi al 20 dicembre)

2 febbraio

Presentazione di Gesù al Tempio

Il 2 febbraio tutte le chiese cristiane celebrano la Presentazione di Gesù al Tempio; la festa odierna ci ricorda che, quaranta giorni dopo la nascita del suo primogenito, Maria portò il bambino al Tempio per riscattarlo con il sacrificio di due tortore o due colombe, secondo la Legge di Mosè.
Questo adempimento della Legge è anche il primo incontro ufficiale di Gesù con il suo popolo, nella persona dell'anziano Simeone. Per questo le chiese ortodosse chiamano la festa di oggi il Santo Incontro (hypapanté) del Signore. È un incontro e una manifestazione, poiché Maria entra nel Tempio «per manifestare al mondo colui che ha dato la Legge e la compie», e per accompagnare il Figlio nella sua prima offerta al Padre.
La festa della Presentazione sorse a Gerusalemme, dove è attestata già nel IV secolo. Dalla liturgia gerosolimitana le liturgie occidentali hanno attinto la processione delle candele, che hanno conservato fino ai nostri giorni; essa trae origine dal cantico del vecchio Simeone il quale, prendendo tra le braccia il piccolo Gesù ringrazia Dio e riconosce in quel bambino la «luce per la rivelazione alle genti e la gloria del popolo d'Israele» (Lc 2,32).
Celebrando questa festa i cristiani sono così condotti a ricordare che per riconoscere il Signore e la sua missione di salvezza universale sono necessarie la povertà e l'attesa che furono proprie di Simeone, della profetessa Anna e di tutti i poveri di Israele, che l'evangelista Luca presenta nel vangelo dell'infanzia.


TRACCE DI LETTURA

Nel Tempio santo Simeone portava il bambino cantando:
«Sei venuto, o Compassionevole,
hai avuto pietà di questo vegliardo,
alle mie ossa tu hai concesso
di trovare la pace nello Sheol.
Dalle tue mani io sarò elevato
fino al cielo dalla mia tomba».
Anna abbracciò il bimbo
e pose la sua bocca sulle sue labbra
e lo Spirito riposò su di esse,
e come Isaia, la cui bocca fu muta
finché un carbone infuocato non si accostò alle sue labbra
e gli sciolse la lingua,
anche Anna ardeva per lo Spirito
uscito dalla bocca del Cristo.
E anche lei si mise a cantare:
«Figlio regale e sprezzato, mentre tu taci comprendi,
nascosto tu vedi, tenuto all'oscuro tu sai,
Dio-uomo, sia gloria al tuo Nome».
(Efrem il Siro, Inni )


PREGHIERA

Dio della luce,
tu hai voluto che tuo Figlio,
Parola fatta carne,
incontrasse nel Tempio il suo popolo
e fosse accolto dai poveri
che attendevano la consolazione:
concedi a Israele la pienezza della tua salvezza
e a tutte le genti la luce del Messia.
Per questo noi ci offriamo a te
in sacrificio vivente e santo,
attraverso Gesù Cristo, nostro unico Signore.


LETTURE BIBLICHE
Gal 4,4-7 (vigilia); Ml 3,1-4; Eb 2,14-18; Lc 2,22-32


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Presentazione di Gesù Cristo al Tempio

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Presentazione del Signore (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (24 ṭūbah/ṭerr):
Maria di Alessandria (VI-VII sec.), monaca (Chiesa copta)
Marḥa Krestos di Dabra Libānos (+ 1497) (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Presentazione del Signore al Tempio
Burcardo di Würzburg (+ 753), vescovo ed evangelizzatore

MARONITI:
Presentazione di Gesù al Tempio

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Incontro del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo

SIRO-OCCIDENTALI:
Incontro di Gesù Cristo nel Tempio con Simeone l'Anziano

SIRO-ORIENTALI:
Presentazione di Gesù al Tempio

VETEROCATTOLICI:
Presentazione di Gesù al Tempio

3 febbraio

Oscar  (ca 800-865)
monaco e pastore

Nell'865 muore a Brema Oscar (Ansgario), monaco benedettino e vescovo di Amburgo e Brema.
Di origine germanica, Oscar era nato nella Francia settentrionale, nei pressi di Corbie. Divenuto monaco nel celebre monastero benedettino di quella città, egli venne inviato giovanissimo nel nord dell'Europa come maestro di scuola, il che testimonia la sua grande cultura e i notevoli doni spirituali di cui era dotato.
Il re franco Ludovico il Pio pensò a lui per l'evangelizzazione dei popoli della Svezia e della Danimarca. Eletto vescovo di Amburgo, Oscar cominciò così un'interminabile serie di viaggi che lo portarono ad annunciare il vangelo dal nord della Frisia fino all'Islanda, in accordo con i disegni politici della corte carolingia.
Ma, nonostante i legami che ebbe con i potenti del tempo, egli fu un pastore pieno di sollecitudine, soprattutto per le fasce più povere e deboli della popolazione, e si batté con vigore contro i duri trattamenti subiti dagli schiavi.
Assunto anche il titolo di vescovo di Brema, Oscar continuò fino all'ultimo dei suoi giorni a esercitare con coraggio e fermezza il proprio compito di pastore e di annunciatore della parola evangelica. È il santo patrono della Danimarca.


TRACCE DI LETTURA

Vi sono due tipi di martirio: uno avviene di nascosto, quando la chiesa è in pace; l'altro ha invece luogo nei periodi di persecuzione ed è sotto gli occhi di tutti.
Oscar desiderava entrambe queste forme di martirio, e lo si può realmente considerare martire, perché, come dice l'Apostolo, il mondo era per lui crocifisso e lui lo era al mondo (cf. Gal 6,14). Egli era un martire perché, in mezzo alle tentazioni del maligno, alle seduzioni della carne, alle persecuzioni degli infedeli e all'opposizione dei cristiani, perseverò sino alla fine senza mostrarsi turbato, ma restando irremovibile e invincibile come compete a un confessore di Cristo. Egli fu veramente un martire, perché martire significa testimone, e Oscar fu testimone della parola di Dio e del Nome di Cristo.
(Rimberto, Vita di Oscar)


PREGHIERA

Dio di grazia e di potenza,
che hai mandato il tuo servo Oscar
a diffondere il vangelo tra le genti del Nord:
fa' sorgere nella nostra generazione,
ti preghiamo,
messaggeri della tua buona notizia
e annunciatori del regno che viene,
perché il mondo possa conoscere
le ricchezze incommensurabili
del tuo Salvatore Gesù Cristo,
che vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
un solo Dio, ora e sempre.


LETTURE BIBLICHE
Is 52,7-10; Rm 10,11-15; Mc 6,7-13


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Oscar, arcivescovo di Amburgo, missionario in Danimarca e Svezia

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Biagio di Sebaste (+ 316 ca), vescovo e martire
Oscar, vescovo (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (25 ṭūbah/ṭerr):
Pietro il Devoto (IV sec.), monaco a Scete (Chiesa copto-ortodossa)
Sebastiano (+ 287 ca), martire (Chiesa copto-cattolica)

LUTERANI:
Oscar, evangelizzatore in Europa settentrionale
Matthias Desubas (+ 1746), testimone fino al sangue in Francia

MARONITI:
Simeone il Giusto e Anna la Profetessa

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Sinassi di Simeone il Teodoco, giusto, e Anna la Profetessa
Massimo il Greco (+ 1556), monaco (Chiesa russa)

SIRO-OCCIDENTALI:
Barṣomā (V sec.), padre del monachesimo siriaco

VETEROCATTOLICI:
Biagio di Sebaste, vescovo e martire

4 febbraio

I 49 anziani di Scete (+ 444)
monaci e martiri

La chiesa copta fa oggi memoria dei quarantanove martiri di Scete.
I monaci copti erano spesso vittime nei primi secoli della chiesa di incursioni di berberi provenienti dal deserto. Per questo motivo nelle comunità semianacoretiche più consistenti si iniziò presto a costruire dei rifugi nei quali all'arrivo dei predatori era possibile ritirarsi e rimanere al riparo per diverse settimane. Sotto l'imperatore Giustiniano (VI sec.), tutti i grandi monasteri furono dotati di veri e propri torrioni raggiungibili mediante un ponte levatoio.
Non si sa con certezza se nel V secolo a San Macario vi fosse un'analoga forma di difesa; la tradizione, tuttavia, racconta che all'arrivo dell'ennesima incursione berbera, quarantanove monaci decisero di testimoniare volontariamente la loro fedeltà a Cristo fino all'effusione del sangue, e non cercarono di sfuggire alla morte violenta. Essi avevano viva coscienza, infatti, di essere già morti con Cristo, di essere divenuti "martiri" con la loro professione monastica.
Nel luogo dove vennero sepolti sorse una chiesa, detta appunto dei quarantanove martiri di Scete, molto cara a tutti i monaci copti perché ricorda la comunione di preghiera che nella chiesa esiste sempre fra i santi del cielo e quelli della terra.


TRACCE DI LETTURA

Il legame tra vita cristiana quotidiana, monachesimo e martirio è davvero inscritto già nel battesimo, in quella vocazione primaria che implica ogni successivo cammino del cristiano, in quell'ingresso nella morte e resurrezione di Cristo che solo definisce l'identità del cristiano: verità, questa, sovente dimenticata nei lunghi secoli della «cristianità», nei quali era la società, la civiltà cristiana a determinare «per nascita» le appartenenze e a fornire i criteri di identità.

(Enzo Bianchi, Più forti dell'odio)


PREGHIERA

Le corone del martirio
non sono di questo mondo,
ma sono state date loro
dal Salvatore con gloria e onore.
Come disse David nel salmo:
«Di gloria e onore li hai coronati».
Pregate il Signore per noi,
o cori tutti dei martiri,
che patiste per amore di Cristo,
affinché ci rimetta i nostri peccati.


LETTURE BIBLICHE
Eb 12,3-14; 1P 4,12-19; At 8,3-13; Mt 4,23-5,16


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Gilberto di Sempringham (+ 1189), fondatore dell'Ordine gilbertino

COPTI ED ETIOPICI (26 tubah/terr):
I 49 anziani di Scete, martiri
Anastasia di Scete (VI sec.), monaca (Chiesa copta)

LUTERANI:
Rabano Mauro (+ 856), erudito e vescovo di Magonza

MARONITI:
Isidoro di Pelusio (IV sec.), monaco

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Isidoro di Pelusio, monaco

SIRO-ORIENTALI:
Giovanni de Britto (+ 1693), missionario e martire (Chiesa malabarese)

VETEROCATTOLICI:
Oscar (Ansgario) (+ 865), vescovo ed evangelizzatore