19 marzo

Giuseppe, padre di Gesù secondo la Legge,
testimone

Giuseppe era discendente di David, e il vangelo di Matteo lo definisce sobriamente: «Lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato il Cristo» (Mt 1,16) e «uomo giusto» (Mt 1,19). Egli ebbe il compito di legare Gesù alla discendenza davidica, di riassumere le figure dei patriarchi, che spesso avevano ricevuto in sogno la rivelazione di Dio, e di far ripercorrere al piccolo Gesù il cammino dell'esodo, inserendolo pienamente nella storia di Israele per renderlo erede delle promesse. Uomo del silenzio, Giuseppe apprese nella sua quiete orante, giorno dopo giorno, la volontà del Signore. Dopo il ritorno dall'Egitto, nulla ci è detto a suo riguardo. Un'antica leggenda vuole che egli abbia terminato i suoi giorni in una grande pace, indicando nel figlio Gesù, riconosciuto come Messia, il motivo della sua serenità di fronte alla fine della vita terrena. Per questo motivo, nella tradizione occidentale si cominciò presto a invocarne l'intercessione per ricevere il dono di una buona morte.
Le chiese bizantine ricordano Giuseppe assieme a David e a Giacomo fratello del Signore nei giorni che seguono il Natale. Nella chiesa copta la sua memoria era celebrata già nel V secolo. In occidente, invece, una vera e propria festa di Giuseppe si sviluppò soltanto in epoca moderna e divenne festa di precetto nel 1621.
In epoca recente, malgrado il suo inserimento nel Canone romano per volere di papa Giovanni XXIII, la festa di Giuseppe è stata privata della solennità che da poco aveva acquisito, quasi a segnare la discrezione e il silenzio che accompagnano sin dai primi secoli la memoria di colui che fu il padre di Gesù secondo la Legge.


TRACCE DI LETTURA

Giuseppe dalle labbra chiuse è l'uomo dell'interiore; fa parte di quella coorte di silenziosi per i quali parlare è perdere tempo, è soprattutto tradire l'Intraducibile, l'Ineffabile. Giuseppe dalle labbra chiuse è l'uomo che comincia là dove Giobbe finisce, che nasce con la mano sulla bocca. Ha un senso enorme di Dio, della dismisura del suo Essere e della sua pazzia d'amore.
Dopo il ritorno dall'Egitto, Giuseppe scompare. Credetemi, questa morte, questo transitus del beato Giuseppe non ha nulla di triste. Il suo silenzio è lo stesso di Dio. È riempito dalla forza dell'Amore.
(L.-A. Lassus, Pregare è una festa)


PREGHIERA

Dio nostro,
tu hai voluto che tuo Figlio Gesù
fosse chiamato il figlio di Giuseppe
per adempiere la promessa fatta a David:
accordaci di accogliere con semplicità
il mistero dell'incarnazione,
come l'ha accolto
l'umile e giusto falegname di Nazaret.
Per Cristo nostro Signore.


LETTURE BIBLICHE
2Sam 7,8-16; Rm 4,13-22; Mt 1,16-25


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Giuseppe di Nazaret

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Giuseppe, sposo della beata vergine Maria (calendario romano e ambrosiano)

COPTI ED ETIOPICI (10 baramhāt/maggābit):
Ritrovamento della Croce gloriosa
Takaśta Berhān (XIV sec.), monaco (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Giuseppe di Nazaret
Michael Weiße (+ 1534), presbitero e poeta in Boemia

MARONITI:
Giuseppe di Nazaret, confessore

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Crisanto, Daria e compagni (+ 283), martiri

SIRO-ORIENTALI:
Giuseppe di Nazaret (Chiesa caldea e malabarese)

VETEROCATTOLICI:
Giuseppe, padre adottivo di Gesù

20 marzo

Serapione di Thmuis (IV sec.)
monaco e pastore

Il 20 marzo l'antico Sinassario Alessandrino riporta la memoria di Serapione, asceta nel deserto egiziano e poi vescovo di Thmuis.
Serapione fu una figura di primissimo piano nella chiesa copta del IV secolo. Monaco nel deserto interiore, confidente di Antonio che gli lasciò in eredità, in maniera molto simbolica, una delle sue tuniche di pelle, Serapione accettò la nomina episcopale per contribuire a difendere la fede della chiesa, seriamente minacciata dagli ariani, ma soprattutto dai manichei. Per contrastare questi ultimi Serapione scrisse un trattato sulla dignità e l'importanza dell'Antico Testamento per la fede cristiana, che denota al tempo stesso una notevole finezza d'ingegno e una assidua frequentazione delle Scritture.
Serapione fu un polemista dai toni pacati, ebbe una sincera amicizia con Atanasio, che difese a più riprese dai detrattori, e contribuì in modo notevole alla pacificazione tra le fazioni che dividevano in modo profondo la chiesa nel IV secolo.
Egli morì in esilio sotto l'imperatore Costanzo, e per questo motivo Girolamo lo ricorda con il titolo di confessore della fede.


TRACCE DI LETTURA

È Gesù Cristo all'origine della vostra decisione, buona e lodevole, di farvi monaci, e sarà lui stesso a portarla a compimento. Egli vi dona, o monaci, una pazienza e una fine mirabili, egli si fa cammino percorribile per tutti coloro che desiderano essere salvati. Affrettandovi a percorrere questa via sin da principio, voi avete come compagno di viaggio il nostro Signore e Salvatore, come Dio disse a Israele: «Non ti lascerò e non ti abbandonerò».
Assieme a voi e grazie a voi, o monaci, è beato anche il mondo: voi santificate il deserto, e le vostre preghiere salvano l'intera umanità.
(Serapione di Thmuis, Lettera ai monaci )


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Cuthbert (VII sec.), vescovo di Lindisfarne, missionario

COPTI ED ETIOPICI (11 baramhāt/maggābit):
Basilio di Cherson (III-IV sec.), martire (Chiesa copto-ortodossa)
Serapione, vescovo di Thmuis (Chiesa copto-cattolica)
Alēf (V-VI sec.), monaco (Chiesa etiopica)

LUTERANI:
Alberto di Prussia (+ 1568), sostenitore della Riforma

MARONITI:
Fotina la Samaritana e compagni (I sec.)

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
I 20 monaci di San Saba (+ 797 ca), martiri

21 marzo

Benedetto (ca 480-547)
monaco

Oggi ricorre nel calendario monastico la festa di Benedetto, padre del monachesimo d'occidente.
«Vi fu un uomo di vita venerabile, Benedetto per grazia e per nome»: così inizia il secondo libro dei Dialoghi, in cui Gregorio Magno narra la vita del più famoso monaco latino, nato a Norcia intorno al 480. Inviato a Roma per compiere gli studi, Benedetto abbandonò la città, «sapientemente ignorante e saggiamente incolto, desideroso di piacere a Dio solo». Conobbe le diverse forme di vita monastica del suo tempo: il semianacoretismo ad Affile, l'eremitismo in una grotta vicino a Subiaco, infine il cenobitismo indisciplinato e decadente di quell'epoca.
Dopo un tentativo fallito di riformare un monastero già esistente, Benedetto tornò nella solitudine, raggiunto ben presto da molti, che desideravano mettersi sotto la sua paternità spirituale. Egli organizzò per i suoi discepoli delle piccole comunità, assegnando loro degli abati e istruendoli nella conoscenza delle Scritture, nella vita fraterna e nella preghiera. Nel 529 Benedetto si trasferì con alcuni monaci a Montecassino, per dar vita a un nuovo tipo di monastero. Per questo cenobio, unico e con un solo abate, egli scrisse la sua Regola, che testimonia il suo grande discernimento e la sua misura, e che sarebbe diventata il riferimento essenziale per tutto il monachesimo d'occidente. Benedetto organizzò le giornate della comunità contemperando tempi di preghiera e di lavoro, da lui ritenuti ugualmente imprescindibili per la vita del monaco.
Secondo un'antica tradizione, il padre dei monaci latini morì il 21 marzo del 547.


TRACCE DI LETTURA

Dice il Signore: «Chi è l'uomo che vuole la vita e che desidera vedere giorni felici?». Ecco, il Signore nel suo grande affetto ci mostra la via della vita: percorriamo sotto la guida del vangelo le sue vie, per giungere a vedere colui che ci ha chiamati al suo regno.
È perciò necessario che costituiamo una scuola del servizio divino, all'interno della quale speriamo di non stabilire nulla di aspro o di gravoso; ma se anche, in ragione di un necessario equilibrio, ne risultasse qualcosa di un poco appena più ristretto, in vista della correzione dei vizi e del mantenimento della carità, non tornare indietro, atterrito per lo spavento, dalla via della salvezza. Man mano infatti che si avanza nella vita di conversione e di fede, si corre sulla via dei comandamenti con il cuore dilatato nell'inesprimibile dolcezza dell'amore.
(Benedetto, Prologo della Regola).


PREGHIERA

Signore Dio,
tu hai chiamato Benedetto
alla sequela di tuo Figlio Gesù
nell'abbandono di tutti i beni,
nel celibato e nella vita comune:
insegnaci a servirti senza preferire nulla all'amore di Cristo,
nel lavoro e nella preghiera,
e avanzeremo con un cuore dilatato e libero
sul cammino dei tuoi comandi.
Per Cristo nostro Signore.


LETTURE BIBLICHE
Pr 2,1-9; Eb 13,1-17; Lc 18,18-30


Thomas Cranmer (1489-1556)
pastore

In questo giorno, nel 1556, sale sul rogo per ordine della regina d'Inghilterra Maria I l'arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer. Egli fu una delle tante vittime della rivalsa cattolica sotto il breve regno della figlia di Enrico VIII. Con lui si colpiva la figura in tutti i sensi più decisiva della Riforma inglese.
Thomas era nato ad Aslockton nel 1489, aveva studiato a Cambridge e sembrava avviato a una tranquilla carriera accademica, quando il fortuito incontro con Enrico VIII ne mutò radicalmente la vita. Cranmer, che assieme ad alcuni amici già da tempo si era interessato alla Riforma protestante, prestò tutto il suo ingegno per dare basi teologiche, e soprattutto liturgiche, alla nuova Chiesa d'Inghilterra. Sotto la sua guida fu completata la traduzione in lingua inglese della Bibbia, fu redatto il Book of Common Prayer nonché la prima bozza della confessione di fede della Chiesa anglicana.
Eletto nel 1533 per volere del re arcivescovo di Canterbury, egli mostrò una certa umanità verso i nemici della Riforma anglicana, anche se mai si distaccò pubblicamente dalle posizioni meno evangeliche della casa reale.
Coinvolto nei disegni per la successione al re Enrico, la cui figlia cattolica salì al trono nel 1553, Cranmer subì una dura persecuzione di tre anni. Costretto a firmare diverse ritrattazioni, umiliato, Cranmer ritrovò forza e dignità a processo ormai concluso, riaffermando tutto ciò che la sua coscienza gli aveva dettato nel corso della vita e chiedendo perdono ai suoi compagni per le false ritrattazioni che aveva sottoscritto.
La Chiesa d'Inghilterra lo ricorda come martire.


TRACCE DI LETTURA

Poiché gli uomini sono tutti peccatori, disobbediscono a Dio e violano la sua legge e i suoi comandamenti, nessuno può essere giustificato e reso giusto davanti a Dio in virtù delle proprie azioni, per quanto buone esse appaiano; viceversa ognuno è necessariamente costretto a ricercare un'altra giustizia o giustificazione che si ottiene dalle mani stesse di Dio, ossia la remissione, il perdono dei peccati e delle trasgressioni commesse. Questa giustificazione o giustizia che riceviamo per grazia di Dio e per i meriti di Cristo, se accolta con fede, è accordata da Dio per la nostra perfetta e compiuta giustificazione.
(T. Cranmer,  Omelie)


PREGHIERA

Padre di tutte le misericordie,
che mediante l'opera del tuo servo Thomas Cranmer
hai rinnovato la liturgia della tua chiesa
e che attraverso la sua morte
hai rivelato la tua forza nella debolezza umana:
rafforzaci con la tua grazia affinché possiamo lodarti in spirito e verità
e giungere così alle gioie del tuo regno senza fine.
Attraverso Gesù Cristo nostro mediatore e paraclito,
che vive e regna con te,
nell'unità dello Spirito santo,
un solo Dio, ora e sempre.


LETTURE BIBLICHE
Is 43,1-3; 2Tim 2,8-15; Gv 10,11-15


LE CHIESE RICORDANO...

ANGLICANI:
Thomas Cranmer, arcivescovo di Canterbury, martire della Riforma

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Transito del padre Benedetto (+ 547), abate (calendario monastico)

COPTI ED ETIOPICI (12 baramhāt/maggābit):
Demetrio (+ 230 ca), 12° patriarca di Alessandria (Chiesa copto-ortodossa)

LUTERANI:
Nicola della Flüe (+ 1487), pacificatore in Svizzera

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Giacomo (VIII sec.), vescovo e confessore

SIRO-ORIENTALI:
Benedetto, monaco (Chiesa malabarese)

VETEROCATTOLICI:
Benedetto da Norcia, abate

22 marzo

LE CHIESE RICORDANO...

COPTI ED ETIOPICI (13 baramhāt/maggābit):
I 40 martiri di Sebaste (+ 320)

LUTERANI:
August Schreiber (+ 1903), missionario a Sumatra

MARONITI:
Sergio Paolo (I sec.), discepolo dell'apostolo Paolo e vescovo di Narbona

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Basilio di Ancira (+ 362 ca), ieromartire

VETEROCATTOLICI:
Nicola della Flüe (+ 1487), confessore

23 marzo

LE CHIESE RICORDANO...

CATTOLICI D'OCCIDENTE:
Turibio de Mongrovejo (+ 1606), vescovo (calendario romano)

COPTI ED ETIOPICI (14 baramhāt/maggābit):
Eugenio, Agatodoro ed Elpidio di Cherson (IV sec.), vescovi e martiri (Chiesa copto-ortodossa)
Dionigi (+ 264), patriarca di Alessandria (Chiesa copto-cattolica)

LUTERANI:
Wolfgang von Anhalt (+ 1566), sostenitore della Riforma

MARONITI:
Nicone (+ 251), martire
Rebecca ar-Rayyes (+ 1914), monaca

ORTODOSSI E GRECO-CATTOLICI:
Nicone di Sicilia e 199 compagni, monaci e martiri
Giovanni Chachuleli (X-XI sec.), monaco (Chiesa georgiana)