Domenica di Pasqua
La pietra è stata tolta dal sepolcro
il Signore era morto, ma ora vive per sempre
alleluja, alleluja, alleluja!
La pietra è stata tolta dal sepolcro
il Signore era morto, ma ora vive per sempre
alleluja, alleluja, alleluja!
Cosa significa credere quando Dio tace? Perché questo silenzio quando noi lo cerchiamo? A che serve pregare se lui non ci risponde?
In queste settimane di Quaresima saremo accompagnati dalle meditazioni del pastore della chiesa protestante francese Gérard Delteil.
Le Lettere dal cuore della città sono state scritte da Richard Carter, un presbitero anglicano che svolge il suo ministero nel cuore di Londra. Ciò che in queste lettere stava cercando allora è quello che stiamo cercando tutti: un modo per mettere insieme gli elementi disparati e apparentemente divergenti della nostra vita.
Matteo 28,16-20 (At 1,1-11; Ef 1,17-23)
Ascensione di N.S. Gesù Cristo
di fratel Luciano
La potenza dell’obbedienza, o forse, meglio, della parola di Gesù a cui gli apostoli obbediscono, è tale che solo e soltanto grazie ad essa essi arrivano a incontrare il Risorto. E a divenire così depositari della promessa su cui potranno scommettere tutta la loro vita. Il Risorto promette loro: “Io sono con voi, sempre, tutti i giorni”. Si tratta di una promessa che impegna la fede dei discepoli, i quali ogni giorno dovranno esercitarsi all’arte di discernere e credere la presenza del Risorto.
10 maggio 2026
VI domenica di Pasqua
Giovanni 14,15-21 (At 8,5-8.14-17; 1Pt 3,15-18)
di fratel Alberto
L’operazione dello Spirito santo sembra essere una memoria riconciliata con il proprio passato, capace di superare le prove della vita, le crisi, le incomprensioni, le ostilità, fino a progettare un futuro e a testimoniare la verità. Infatti, la verità personale di ciascuno di noi è il vivere e il morire di Gesù.
3 maggio 2026
V domenica di Pasqua
Giovanni 14,1-12 (At 6,1-7; 1Pt 2,4-9)
di fratel Alberto
Durante l’ultima cena consumata con i discepoli, nel Quarto Vangelo Gesù trasmette un’eredità, lascia una benedizione. E questo semplice accorgimento letterario chiarisce anche la prospettiva teologica adottata dal discepolo amato, ossia mette in rilievo una paternità spirituale: ciò che avviene qui è il coronamento di una relazione tra Padre e Figlio.
26 aprile 2026
IV domenica di Pasqua
Giovanni 10,1-10 (At 2,14a.36-41; 1Pt 2,20b-25)
di fratel Alberto
Il buon Pastore “rischia” la vita per le pecore. Proprio questo è l’esempio che Gesù ci ha dato, ed è un esempio estremo, perché non è affatto scontato che un pastore debba sacrificarsi al posto delle pecore. Anzi, ancor prima, egli è la stessa “porta” dell’ovile attraverso cui passano le pecore, trovando pascolo o trovando riposo. È questa la “porta stretta” e noi non siamo che dei poveri portinai che gli permettono di entrare ed uscire, dandoci la vita..