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La giustizia riparativa è uno spazio in cui il dolore degli uni e degli altri può essere visto, toccato e riconosciuto. Dove i responsabili possono toccare il dolore che hanno provocato e capire davvero che cosa è avvenuto. Ascolta il confronto tenuto il 27 giugno 2021
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In occasione del 25° anniversario della morte dei sette monaci trappisti di Tibhirine, in Algeria (21 maggio 1996), riproponiamo un testo di frère Christian de Cherghé, il priore della piccola comunità monastica, che spiega il senso della loro scelta di abitare e di continuare a vivere fino alla fine, come comunità monastica cristiana, in un paese musulmano*. Come è noto, i sette monaci trappisti, insieme al vescovo Pierre Claverie e altri undici martiri di Algeria, sono stati recentemente dichiarati beati nella cattedrale di Orano in Algeria (8 dicembre 2018) e la loro memoria liturgica è stata fissata all’8 maggio.
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Un tappeto nero copriva il suolo nella tenda della Regina; e nel nero un ricamo d’oro disegnava il sole e la beccaccia, il sole e la beccaccia. Sul tappeto, abbandonata sui cuscini di seta, sedeva la Regina, la Regina di Saba, sdegnosa e preoccupata. Un filo di perle pendeva fiaccamente dalla mano pallida appoggiata al ginocchio, giù lungo l’orlo della tunica; e sul tappeto nero-dorato le perle preziose e le dita pallide dei piedi nudi rivaleggiavano in nobiltà e delicatezza.
L’agire di Dio è presente nell’agire degli uomini e delle donne che si impegnano gli uni per gli altri, e mostrano un volto umano: come Booz verso la straniera Rut; come Rut verso la vedova e disperata Noemi. Nel libro di Rut viene messa in rilievo una pratica di umanità improntata al rispetto e al riconoscimento dell’altro - l’immigrata Rut, proveniente da un paese nemico e odiato, diverrà benedizione per Israele
La vita cristiana o è vita nello Spirito, suscitata dallo Spirito e che attira lo Spirito, o non è tale. Dalle Scritture emerge il legame vitale che da una parte collega intimamente lo Spirito a Gesù e alla sua vita, tanto che Basilio poteva definirlo suo “compagno inseparabile”