La vocazione monastica nella chiesa greca oggi
Nektarios (Antonopoulos) nacque nel 1952 ad Amarusio, poco distante da Atene.
Nel 1976 fu tonsurato monaco e ordinato diacono dal metropolita di Corfù, Policarpo, per entrare l’anno successivo nel monastero della Trasfigurazione di Sagmata. Nel 1983 fu ordinato presbitero e incardinato nella diocesi di Tebe e nel 1991 fu eletto igumeno del monastero della Trasfigurazione.
Dal 2013 è vescovo metropolita dell’Argolide, con sede a Nauplia.
Vocazione come incontro. Gesù e le donne
Despina D. Prassas ha conseguito il dottorato presso la Catholic University of America nel 2003; insegna presso il Providence college in qualità di professore associato e pubblica nell’ambito della storia della teologia. Si occupa del tardo-antico e del primo periodo bizantino, in particolare degli scritti monastici e ascetici di Massimo il Confessore. Un’altra area dei suoi interessi è il movimento ecumenico moderno, ed è membro di diversi dialoghi ecumenici ufficiali.
L’incontro di molte persone con Cristo nei Vangeli ha portato a cambiamenti profondi nella loro vita, nonostante le difficoltà lungo il cammino. Ma accanto a una personale svolta esistenziale, gli incontri di Cristo con le donne hanno anche avviato la possibilità di un cambiamento culturale. La relazione prenderà in esame l’incontro con la donna samaritana al pozzo (Giovanni 4), che la tradizione ortodossa identifica con Santa Fotina, e quello con l’emorroissa (Mc 5,25-34; Mt 9,20-22; Lc 8,43-48), che la tradizione identifica con Santa Veronica, considerando come tali eventi hanno non solo trasformato la vita di queste donne, ma modificato anche la percezione della condizione femminile.
Il carisma della donna nella chiesa
Laureatasi in letteratura francese e in teologia presso l’Università di Belgrado, Julija Vidovi
ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Institut catholique di Parigi, approfondendo il rapporto tra grazia e volontà in Massimo il confessore. Nello stesso istituto ha compiuto un progetto di ricerca postdottorale sull’antropologia nei padri della Chiesa. Dal 2015 ha spostato i suoi interessi di ricerca sulla bioetica, impegnandosi in un progetto di ricerca presso l’Institut saint-Serge, venendo coinvolta dalla CEC in un gruppo di referenza tematica sulla bioetica, e partecipando a due gruppi di ricerca presso il Collège des Bernardins e l’Université catholique de Lille.
All’attività accademica associa l’impegno ecumenico, in particolare come membro dell’Associazione francofona di missiologia, e culturale, in qualità di assistente dell’ambasciatore permanente della Serbia presso l’UNESCO.
La vita in Cristo: comprensione o partecipazione? Paternità o pedagogia? (1Cor 4.1)
Christos Yannaras è nato ad Atene il 10 aprile 1935. Ha studiato teologia all’Università di Atene e filosofia all’Università di Bonn e Parigi. Ha ottenuto un dottorato presso la Facoltà di Teologia dell’Università Aristotele di Salonicco, e anche presso l’Università la Sorbona di Parigi. È stato nominato dottore honoris causa all’Università di Belgrado e presso il Seminario St Vladimir (New York) e presso la Holy Cross School (Boston); è stato Visiting Professor alle Università di Parigi (Institut Catholique), Ginevra, Losanna e Creta; professore di filosofia presso la Università Panteion di scienze politiche e sociali di Atene, dal 1982 al 2002; ed è stato eletto membro della Società Greca degli autori. È uno dei principali e più influenti teologi dell’ortodossia contemporanea, con un’ampia popolarità in tutto il mondo cristiano. Tra i suoi numerosi scritti, in italiano si trovano: La libertà dell’ethos; Persona e Eros; Metafisica Post-moderna; Contro la religione: l’alineazione dell’evento ecclesiale; Ontologia della relazione. L’ambito principale di lavoro di Christos Yannaras è lo studio e la ricerca delle differenze tra la filosofia e la tradizione greca e quelle europee occidentali.