5 maggio 2026
L’annuncio “Io sono la luce del mondo” (v. 12) non è una metafora poetica, ma una rivelazione su luce e buio, origine e destino, sul Nome di Dio che sostiene ogni esistenza. Gesù la pronuncia nel tempio, in mezzo ad ascolto e contestazione. Non dice di portare la luce né di insegnarla, ma di essere la luce stessa: “Chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (v. 12). Si annuncia come una presenza da seguire che orienta la vita.
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4 maggio 2026
La fila dei benpensanti giusti e irreprensibili ai loro stessi occhi non finisce mai, difficile è vederne la fine anche perché sempre altri adepti e adepte si aggiungono ogni giorno.
Tra loro gli “ultra-religiosi”, che ritengono di conoscere più di Dio stesso il suo pensiero, ne costituiscono la parte maggiore.
Gesù si ferma, si china, sta in silenzio, scrive con il dito sulla terra.
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2 maggio 2026
“Chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” (v. 23): questo il versetto chiave e sintesi della pagina del vangelo che oggi leggiamo, nella memoria di Atanasio di Alessandria, padre della chiesa, pastore e testimone della fede ortodossa vissuto nel IV secolo. Meditiamo dunque questa pagina come in filigrana, leggendola attraverso la vita e la testimonianza di chi quelle parole le ha vissute, perseverando fino alla fine nell’obbedienza a quella Parola che è Cristo.
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1 maggio 2026
Innanzitutto è bene ricordarci sempre che i Vangeli sono stati scritti per noi e non per quei personaggi che sono lì proprio a rappresentarci, affinché ci riconosciamo in chi aderisce a Gesù, e anche in chi non vuole o non riesce a credergli, sapendo che l’essenza della sua parola è la fedeltà, perché le sue misericordie sono infinite.
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